"A via Achille Tedeschi invece c’è una scuola che farebbe arrossire persino il sindaco di Calcutta – bambini che giocano a moscacieca in mezzo a siringhe e preservativi usati – case prive d’acqua, enormi ratti neofobici che hanno fatto rabbrividire anche Micaela Campana, assessore all’ambiente del V Municipio, infestazioni di pulci e di pidocchi, polveri nocive, colonie di gatti randagi, sciami di zanzare tigre da Africa monsonica, accampamenti di rom e di extracomunitari che usano gli spazi adiacenti alle loro roulottes come fogne a cielo aperto.

[…]

Il 4 maggio 2009 in seguito a una relazione dell’USL ma soprattutto a una richiesta d’intervento dell’assessore Campana in cui si denuncia una ’situazione veramente al collasso’ (è bene ricordare che tra le persone dei sei nuclei c’è una donna all’ottavo mese di gravidanza), il presidente del V Municipio Ivano Caradonna autorizza una deratizzazione dell’area che Alessandro commenta amaramente così: “Sono venuti tre volte. Hanno buttato cinquanta, sessanta bustine? Tò, me voglio allargà: cento bustine. Risultato? E’ morto qualche sorcio, ma la sera stessa erano di nuovo lì, a grattarci i soffitti. Più incazzati che mai”.

[…]

Ma fossero solo i topi. L’aria a via Achille Tedeschi è irrespirabile, pesante, ha un alito cattivo, come se nel profondo conservasse il cadavere di un animale o di un uomo. Non passa giorno che la gente qui non bruci qualcosa, soprattutto immondizia.

[…]

Tre anni fa i sei nuclei familiari di via Achille Tedeschi fecero richiesta per trasferirsi in case popolari – i Nicoscia, i primi ad avere occupato via Achille Tedeschi, la domanda la inoltrarono addirittura vent’anni fa. Poi, con l’apertura dei cantieri, le famiglie vennero espropriate per pubblica utilità – viabilità alle piscine e alla rete fognaria. Il Comune si accordò con loro: le famiglie avrebbero lasciato via Achille Tedeschi nell’ottobre del 2008, in cambio avrebbero ottenuto le case richieste. Ma come quasi sempre accade quando il Comune di Roma ha a che fare con un’emergenza abitativa, l’accordo non è stato rispettato. Sei mesi fa alle famiglie di via Achille Tedeschi sono stati proposti dei residences. Giustamente le famiglie hanno rifiutato. La precarietà non si risolve con altra precarietà. Così le sei famiglie continuano la loro battaglia solitaria contro l’indifferenza vergognosa di questo Comune e dei media."

Via Achille Tedeschi, enclave dell’inferno (via dottorcarlo)

non riesco a immaginare una cosa simile