thediamondage:

Questo è quanto firmato, controfirmato e con testimoni deciso nel 1996 e che doveva essere la nostra linea guida: 
*“Decalogo” (fin dai tempi del “Governo ombra della Padania”, Maggio 1996) 
1. Limitare il potere di tassazione dello Stato e degli enti locali, identificando nella Costituzione un tetto massimo alla pressione fiscale complessiva. Invertire i flussi fiscali, eliminando l’intermediazione dello Stato e statuire che le PA di ogni Regione devono coprire almeno l’80% di tutte le loro spese, incluse quelle previdenziali. Solidarietà e perequazione possono coprire il rimanente 20% solo in assenza di sprechi e di significativa evasione fiscale nelle Regioni che ricevono la solidarietà dalle altre Regioni. 
2. Riconoscere nella Costituzione l’impresa, e tutelarla 
3. Limitare la presenza dello Stato nell’economia. 
4. Regolamentare il diritto di sciopero. 
5. Imporre obblighi di trasparenza e di rendiconto ai sindacati. 
6. Tutelare come valore fondamentale la professionalità, l’imparzialità e l’indipendenza della pubblica amministrazione. 
7. Togliere gli attuali limiti all’esercizio dei referendum. 
8. Statuire con molta chiarezza che il debito pubblico potrà essere trasferito alle generazioni future solo a fronte di investimenti. 
9. Passare gradualmente dall’attuale, assurdo sistema pensionistico “a ripartizione” a un più razionale e responsabile sistema “a capitalizzazione”. 
10. Sancire nella Costituzione il principio dell’assoluta uguaglianza tra pubblico e privato, che devono essere considerate due sfere parimenti sovrane. Prevedere che se tra queste due sfere sorgono gravi conflitti, a decidere sia la volontà popolare, attraverso un referendum. Sancire che il cosiddetto “primato della politica” é un’idea falsa, e che una società libera e aperta é sempre dualistica: poggia cioè su una assoluta uguaglianza tra privato e pubblico.

Sembra passato un secolo… invece queste cose se le son scordate appena appoggiate le chiappe sulle poltrone romane.