"Il ministro Bondi non solo non ha chiuso quel rubinetto, ma ha deciso, di suo pugno, di dirottarlo addirittura verso altre “opere cinematografiche” che, con tutta la buona volontà, davvero c’è difficile definire “film d’essai”. Così, si è scoperto che in base alle norme presenti nella cosiddetta “legge italiana sul cinema”, film come “Natale a Beverly Hills”, il “cinepanettone” natalizio che proprio in questi giorni, monopolizzando quasi tutte le sale cinematografiche del paese, sta riscuotendo incassi record, avranno la possibilità di usufruire dei finanziamenti pubblici. In particolare, la pellicola godrà degli stessi crediti d’imposta ed aiuti fiscali in origine pensati per sostenere quegli esercenti più attenti e coraggiosi che si cimentano con le “opere prime”, spesso cortometraggi con cast formati da giovani misconosciuti.
Il governo, nel suo sito web dedicato alla rassegna stampa “istituzionale” poi ha pensato bene di pubblicare, in bella evidenza, l’intervista rilasciata al Corriere della sera dell’attore e protagonista del film in questione, Christian De Sica, dal quale veniamo a sapere che: “Questa pellicola è lo specchio dell`Italia di oggi”. E ancora: “A parte un paio di capolavori, il resto dei film raffinati fa incassi penosi. Le opere dei registi e degli attori premiati dalla critica non le va a vedere nessuno”. Un crescendo d’insipida banalità che trova lo scontato epilogo nell’attacco manco a dirlo alla solita “intellighentzia di sinistra, che si ritiene depositaria della cultura e dell`estetica”, ma che “ha fatto danni enormi al Paese e alla sinistra stessa. Più delle veline di Canale 5. Se poi uno non ha né arte né parte, può sempre fare il critico cinematografico. Come quelli che discettano di calcio al bar”."
Il governo, nel suo sito web dedicato alla rassegna stampa “istituzionale” poi ha pensato bene di pubblicare, in bella evidenza, l’intervista rilasciata al Corriere della sera dell’attore e protagonista del film in questione, Christian De Sica, dal quale veniamo a sapere che: “Questa pellicola è lo specchio dell`Italia di oggi”. E ancora: “A parte un paio di capolavori, il resto dei film raffinati fa incassi penosi. Le opere dei registi e degli attori premiati dalla critica non le va a vedere nessuno”. Un crescendo d’insipida banalità che trova lo scontato epilogo nell’attacco manco a dirlo alla solita “intellighentzia di sinistra, che si ritiene depositaria della cultura e dell`estetica”, ma che “ha fatto danni enormi al Paese e alla sinistra stessa. Più delle veline di Canale 5. Se poi uno non ha né arte né parte, può sempre fare il critico cinematografico. Come quelli che discettano di calcio al bar”."
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(Christian De Sica …)
(via dottorcarlo)
il solito discorso delle mosche: se sono 100 miliardi e a loro la merda piace, vuol dire che è buona