Gli hard disk si rompono, indipendentemente dal fatto che si tratti di Mac o PC, chi li produce sono gli stessi. Per questo è sempre bene fare un backup dei dati importanti.

Questo è esatto, ma il tempo utile di funzionamento è un’altra variabile: se un computer è progettato bene, raffreddato bene e pulito bene, gli hard disk e gli altri componenti possono durare fino al 100% in più. basta appoggiare la mano sulla scocca di un Acer e sulla scocca di un Thinkpad o un Macbook: la sola differenza di temperatura dice tutto.

Che solo Blizzard fa giochi per Mac è una pura puttanata. Li fa la EA, per dire, e tutta una serie di software houses che si dedicano al porting (tipo la Feral). Ho recentemente finito Bioshock che è stato un titolo di un certo rilievo. La differenza tra Mac e PC (o le console) è che escono migliaia di giochi, ma decenti quanti? Io, personalmente, se voglio giocare mi faccio una Playstation o una XBox. Questa del “non ci sono giochi” è una balla vecchia quanto il mondo: un Mac è principalmente un computer per chi il computer lo usa per lavoro. E per “lavoro” non intendo installare Office per scrivere tre righe con Word.

La terza via unirà pure i vantaggi di entrambi ma ha la peculiarità di non servire ad un cazzo, dal mio punto di vista. Ad esempio, io lavoro con Photoshop, sporadicamente con Illustrator. Che me ne faccio della “terza via”? Vuoi giocare? Fatti un PC. Vuoi smanettare? Installa Linux. Vuoi lavorare? Usa un Mac.

non capisco perchè uno per lavorare debba per forza usare un Mac. Io personalmente sono costretto a windows dal CAD, ma per tutto il resto uso linux. Avessi un Mac avrei gli stessi problemi di compatibilità. Ci installo i programmi proprietari che mi servono solo se è stato fatto il porting, per i giochi (che comunque non uso da un pezzo) usavo Wine. E a smanettare non ne sono nemmeno capace, apro il terminale sporadicamente per copia-incollare comandi trovati sui forum.
Dovessi usare la suite Adobe , fossi un fotografo, un addetto al montaggio video, un cazzo-ne-so,  o dovessi usare altri programmi specifici e sapessi che sul Mac hanno un potenziale differente, non avrei problemi ad usarli, probabilmente lo consiglierei anche ai miei colleghi. Di sicuro non lo consiglierei ad uno che per lavoro imposta macchine CNC o fa assistenza remota ai server; lo potrebbero usare in ogni caso, ma sarebbe meno adatto e avrebbero meno strumenti di un netbook con gentoo a interfaccia testuale.

L’iPad non lo capisco anche io. Ma credo che Jobs intenda questo: ci sono più persone che comprendono i cellulari di quante ce ne siano che sappiano usare i computer. Quindi facciamo un iPhone gigante da far usare agli inetti. Costoso, vero. Ma in proporzione l’iPhone costa di più. Chi usa quotidianamente un computer non ha bisogno dell’iPad, tutto qui. Apple si è buttata su un tipo di mercato che finora non gli apparteneva, cioè gli incapaci del computer. Ha creato la via di mezzo e commercialmente potrebbe funzionare. Certamente sarà un po’ come il primo iPhone che non serviva a un cacchio. Ora facciamo abboccare tutti poi tra un anno facciamo uscire la versione che ha anche la macchina per il caffè.

Il mio parere finale, anche dal punto di vista di progettista, è che le necessità attuali  ormai sono state soddisfatte in differenti maniere. La sfida è crearne di nuove, da poter soddisfare mediante device o interfacce da applicare a device esistenti. Starà ad Apple creare dei punti di forza nel prodotto in modo da invogliare gli utenti ad avvicinarsi (vedi iPod, che ha avuto successo in quanto avente a supporto iTunes).

miiinchia quanto poco sto lavorando oggi