"La gente di destra è un po’ matta, noi non seguiamo mai i nostri leader comunque."

Ann Coulter. Che riassume in poche parole l’intera questione sul perché la cultura di destra sia meno rappresentata che quella di sinistra: perché a sinistra sono fedeli alla linea, al partito, all’ideologia; a destra si è liberi di approvare, criticare, ragionare con la propria testa. (via ringoworld)

La gente di sinistra è schierata sotto la bandiera dell’emozione, quella di destra invece si lascia trasportare dall’ira. Quest’ultimo sentimento rende più cinici e dunque consente spesso di azzeccare qualcosa in più rispetto all’orda urlante della sinistra. Ma basta partecipare ad una manifestazione del centro-destra italiano per capire come Ann Coulter menta, o, in alternativa, generalizzi senza aver mai calcato le piazze berlusconiane.

(via superhongkong)

è l’eterno rinfacciarsi tra le parti il fatto di pensare o meno autonomamente, portando a turno varie argomentazioni valide. A mio parere in questo paese ci sono fasce di sinistra ideologiche e fasce autonome, queste ultime non hanno paura di dissentire (forse è questo il motivo della frammentazione della sinistra italiana?),  mentre a destra mi sembra più un raggrupparsi attorno al leader carismatico, con qualche exploit a volte (Fini?) che però viene prontamente reinserito a forza nei ranghi.