Allora questo è uno dei temi più caldi ma anche più belli della questioe libertaria. Molte persone hanno paura di una società senza stato perché pensano che verrebbe meno la solidarietà. Quello che il buon sesnso e l’esperienza ci dicono è che la solidarietà (uno dei più bei sentimenti umani) è indipendente dall’esistenza di uno stato. In effetti da quando esiste lo stato sociale le persone si sono completamente disinteressate agli altri perché tanto ci pensa lo stato. Il fatto è che lo stato non è efficiente e umano quanto una organizzazione volontaria. Quando vedi qualcuno in mezzo alla strada che mendica quello che pensi è: ma perché non va all’ufficio tal dei tali o a richiedere la pensione? E la propria cosceinza è a posto perché tanto lo stato mi ha già prelevato quel tot di soldi da devolvere a quelli come lui. Perché dovrei dargliene ancora?
Prima di venire in UK la pensavo esattamente così: senza stato non può esistere solidarietà. Invece qua ho scoperto un mondo meraviglioso che è quello del volontariato, delle charity ecc. Esistono intere vie nelle città che sono dedicate alla carità. Qui a Bristol c’è una via lunghissima dove su ambo i lati ci sono i charity shops: amnesty, Oxfam, wellcome trust, evangelici, buddisti, ospizi, orfanotrofi ecc. La gente porta vestiti o oggetti usati oppure fa offerte e le charities li usano per i loro progetti. Ieri ho fatto charity per esempio: sono andato su internet e ho digitato charity Africa. C’era un Oxfam che aveva progetti per l’Africa e ho portato due buste di vestiti. Sapevo che quei soldi sarebbero andati lì, mi fidavo della Oxfam (una delle più importanti charity in UK). A breve dovrò traslocare e ho qualche libro da regalare alla Oxfam per l’orfanotrofio. non sono io che sono diventato supergeneroso o cosa. E’ l’intero Regno Unito così! Dalla mattina alla sera sei bombardato dalle associazioni di volotnariato per qualsiasi cosa. Nella mia facoltà si organizzano incontri di raccolta fondi, maratone a cui partecipano tutti (dai vecchi ai bambini). Qui a Bristol ce ne sono almeno tre all’anno. Si fa così: una persona decide di correre e chiede agli amici di sponsorizzarlo. La persona sceglie un progetto a cui devolvere tutti il denaro raccolto. Spesso se qualcuno ha avuto una morte in famiglia per qualche malattia allroa devolve i soldi per quella malattia.
Qui la ricerca è per metà finanziata dal governo e per metà dai privati. La Wellcome Trust è la più grande charity per la ricerca biomedica. Parliamo di 20 miliardi di pound all’anno.
Ma come, ci avevata detto che gli uomini senza lo stato diventaano barbari, insensibili? Come possono queste charity funzionare, pagare addirittura i propri volontari (in UK non esiste il volontariato gratuito) senza lo stato?
Pensate al lavaggio del cervello che vi hanno fatto fin da bambini!
Questo sistema funziona al meglio nelle comunità piccole, ecco perché la frammentazione localistica è uno dei punti cardine dell’anarchismo. Prima dell’avvento del welfare statale esistevano le casse comuni. Cioè ogni piccola comunità (villaggi, paesi oppure gruppi di operai di fabbrica) davano alla cassa comune 100 monete all’anno. Una cassa di previdenza comune insomma. Quando qualcuno della comunità aveva un problema di salute o finanziario poteva sempre usare i soldi della cassa. Le assicurazioni fanno cose simili. Poi è arrivato il welfare di stato che paradossalmente ha forzato queste casse di previdenza collettive a chiudere. In USA ci fu una legge negli anni 30 (Social Secutiry Act) che definiva illegali questi sistemi. Perché? Perché lo stato DEVE avere il monopolio della solidarietà!
Nell’esperienza che abbiamo delle comuni anarchiche (certo queste sono collettiviste ma comunque sono senza stato) le persone non si sono mai scannate tra loro e la solidarietà era sempre il primo valore del gruppo!

Il problema degli stati moderni è che sono delle strutture enormi dove i tuoi soldi rubati con le tasse vengono dati (forse) a qualcuno che manco conosci, passando prima per Roma. Non solo ma secondo la teoria loibertaria è lo stato la fonte di una buona fetta della povertà, della disoccupazione e della mancanza di crescita. Oggi siamo ricchi non grazie allo stato, ma nonostante lo stato. Siamo ricchi perché esiste un mercato semilibero, non perché c’è lo stato che guida l’economia. Tra l’altro senza stato non esisterebbero le guerre, prima causa di povertà e di miseria al mondo.

In poche parole lo Stato ci ha reso disumani.

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