flatguy:

La mia ragazza ha un nonno di 92 anni. Cammina col bastone, ha parecchi acciacchi. Ma è lucidissimo: gioca a carte bestemmiando e fino ad un paio di anni fa aveva le sue pecore. Questo signore ha fatto la campagna di Russia, è stato prigioniero per un anno. Quando vedo il suo sorriso, non ho bisogno di farmi raccontare la sua vita avventurosa, di come con la moglie, a dorso d’asino, andavano a Spoleto scavalcando le montagne della Valnerina per vendere le cose dell’orto. Ha 92 anni, una bellissima famiglia e credo che sappia benissimo, dentro di sè, che la sua vita è valsa la pena di essere vissuta fino in fondo, nel bene come nel male.

La mia ragazza ha anche l’altro nonno, di poco più giovane, che ha perso la moglie da tempo malata una settimana fa. Sessantasette (67) anni di matrimonio. Mi ha raccontato di come la notte sogni di cantare canzoni insieme alla moglie. Me le ha cantate, bellissime. E di come, ogni volta che si sveglia, chiami la moglie. “La chiamo, non mi risponde.” Mi ha detto. “Mi giro dall’altra parte e dormo, vado avanti”.

Io non so cosa accadrà quando queste persone saranno morte. E non credo che sia in fondo necessario essere stati partigiani o, peggio, prigionieri in Russia. Credo sia stato sufficiente vivere gli orrori del novecento anche indirettamente, per poterli raccontare ai più giovane. Chi racconterà ciò che deve essere raccontato quando queste persone moriranno?

Se avete un nonno, un conoscente che ha vissuto la guerra, qualcuno che sia nato prima del 1940, prendete un registratore, una telecamera e fatevi raccontare tutto. registrate tutto. E poi, se volete, andate sul sito di Memoro.

Ho paura per il futuro e forse, queste cose, potrebbero rappresentare un pizzico di speranza.

non conoscevo memoro, ottima cosa